25 anni di Transsicura: la de-escalation è sempre più importante
Transsicura festeggia i suoi 25 anni di attività. Fondata nel 2001 con il nome di Securitrans, l’azienda era allora una società mista tra le FFS e Securitas. Dal 2022, questa società di sicurezza è una filiale al 100% di FFS Immobili e porta il nome di Transsicura. In occasione di questo anniversario, Susanne Oehler, segretaria sindacale del SEV, si è confrontata con Oliver Perren, responsabile delle risorse umane presso Transsicura, sull’evoluzione della professione, la violenza e la de-escalation, il lavoro a turni particolarmente impegnativo, la tutela della salute e il partenariato sociale con il SEV.

Susanne Oehler: L'attuale Transsicura è stata fondata nel 2001 con il nome di Securitrans. Cosa è rimasto dell'idea originaria di allora?
Oliver Perren: Il punto centrale è lo stesso: contribuiamo alla sicurezza nel trasporto pubblico, a tutela dei viaggiatori e del personale ferroviario, ma anche degli inquilini degli spazi situati nelle stazioni. Operiamo principalmente nelle stazioni e nelle loro vicinanze, ma in parte anche sui treni. A differenza della polizia dei trasporti, non siamo un corpo di polizia e, di conseguenza, non disponiamo delle sue competenze..
Cosa distingue Transsicura dalle altre realtà private del settore della sicurezza?
Una differenza fondamentale è la nostra competenza nel settore ferroviario. Molti dei nostri collaboratori conoscono bene il settore ferroviario e uniscono questa conoscenza a una solida comprensione delle questioni relative alla sicurezza. Sanno bene quali sono gli aspetti fondamentali nelle stazioni ferroviarie e nelle aree circostanti. Questo ci permette di dare un contributo importante anche in termini di prevenzione.
Come è cambiato il profilo professionale?
Oggi diamo grande importanza alle capacità comunicative e all’empatia. In passato, nel settore della sicurezza si cercava forse più il classico «tipo da buttafuori». Oggi la componente sociale è molto più importante. È fondamentale lavorare in modo preventivo ed essere in grado di allentare la tensione nelle situazioni. Anche la digitalizzazione ha cambiato questa professione.
Da tempo il SEV tematizza l’aggressività e la violenza nei confronti del personale dei trasporti pubblici. Cosa osserva Transsicura?
In termini numerici, non si registra necessariamente un aumento massiccio dei casi. Ciò che è cambiato, tuttavia, è la natura dei conflitti. La soglia di inibizione nei confronti della violenza si sta abbassando. Le situazioni degenerano più rapidamente e diventano più violente. Per questo motivo è ancora più importante preparare in modo mirato i nostri collaboratori a riconoscere i conflitti in fase precoce e agire in base alla de-escalation.
La vostra sicurezza è per noi una priorità assoluta. Ciò comprende la formazione, i dispositivi di protezione individuale e il sostegno dopo un incidente. I nostri collaboratori possono avvalersi, tra l’altro, di consulenza sociale e servizi di salute mentale. Personalmente vedo anche un potenziale nelle bodycam. Al momento non possiamo utilizzarle. Se venissero creati i presupposti giuridici, a mio avviso potrebbero rappresentare uno strumento aggiuntivo con un effetto preventivo e di allentamento delle tensioni.
Transsicura opera 24 ore su 24, tutti i giorni della settimana. Come possono questi lavori a turni rimanere attrattivi sul lungo periodo?
La questione decisiva è se i collaboratori e le collaboratrici riescano a conciliare vita professionale e vita privata senza essere costantemente sottoposti a stress. La pianificazione è quindi un tema importante. Finora il personale riceve il proprio programma mensile con un preavviso relativamente breve. A Ginevra stiamo sperimentando una pianificazione trimestrale. In questo modo intendiamo garantire una maggiore affidabilità.
Una pianificazione a più lungo termine rappresenterebbe un passo importante. Abbiamo inoltre definito dei principi per la pianificazione dei turni, ad esempio per i turni di lavoro più lunghi e il riposo dopo diversi turni notturni. Per quanto riguarda la tutela della salute, investiamo nella sensibilizzazione, nella formazione e nei dispositivi di protezione individuale.
Transsicura è assoggetta alla Legge sul lavoro (LL) e non alla Legge sulla durata del lavoro (LdL) che riguarda i trasporti pubblici. Si sta valutando la possibilità di passare alla LdL?
Il passaggio alla LdL sarebbe problematico per noi, poiché comporterebbe conseguenze sia a livello di personale, sia finanziario. Transsicura offre anche servizi a terzi ed è quindi in concorrenza con altre società di sicurezza private. Riteniamo che, in linea di principio, la LL e il CCL costituiscano un buon quadro di riferimento. È importante ottenere miglioramenti per il personale all’interno di questo quadro.
Come vivi il partenariato sociale con il SEV e quali le sfide future?
In uno spirito di collaborazione e alla pari. Occorre essere disposti al compromesso e avere la volontà di comprendere le posizioni della controparte. Un’azienda non deve guardare solo agli aspetti finanziari. È importante che, in caso di problemi, si mettano le carte in tavola e si sia disposti ad ammettere, ad esempio, che a livello dirigenziale qualcosa non è andato come avrebbe dovuto. Può essere utile esaminare insieme e tempestivamente gli sviluppi difficili. Il SEV è vicino ai collaboratori e alle collaboratrici e potrebbe cogliere aspetti che noi, come azienda, non vediamo. Queste informazioni possono aiutare a sviluppare soluzioni comuni.
Purtroppo, la pressione sui costi continuerà ad accompagnarci. Allo stesso tempo, dobbiamo rimanere attrattivi come datori di lavoro, poiché la carenza di personale qualificato non scomparirà. L’equilibrio tra redditività e buone condizioni di lavoro rimarrà fondamentale. Altrettanto importante è proteggere al meglio i/le dipendenti e offrire loro un ambiente di lavoro in cui possano esercitare questa professione impegnativa a lungo termine.
Un altro articolo sul tema:
Ritratto di Marina Esposito – specialista della sicurezza da 25 anni presso Transsicura (Securitrans)
Michael Spahr
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