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SNL: Nessun complotto, ma precise e gravi responsabilità

© Patrizia Pellandini Minotti

SEV, Unia e OCST respingono con fermezza la narrazione della Società Navigazione del Lago di Lugano (SNL), accusata di voler trasformare una serie di contestazioni concrete in una presunta campagna ostile orchestrata contro l’azienda. Per le organizzazioni sindacali, la realtà dei fatti è ben diversa: al centro della vicenda vi sono le scelte della società, le loro conseguenze sui lavoratori e la crescente perdita di fiducia da parte di personale, istituzioni e autorità.

Secondo i tre sindacati, la rappresentazione di una SNL “accerchiata” da istituzioni, maestranze e organizzazioni dei lavoratori costituisce un tentativo di spostare l’attenzione dalle questioni sostanziali che hanno portato all’attuale crisi. SEV, Unia e OCST sottolineano infatti che le critiche rivolte all’azienda non derivano da pregiudizi o da una presunta congiura, bensì da problematiche precise e documentate che meritano chiarimenti e assunzione di responsabilità.

Tra i punti contestati figurano il mancato rispetto delle disposizioni legali sulla Legge sulla durata del lavoro (Ldl e OLDL), licenziamenti che i sindacati considerano ritorsivi e acclarate irregolarità nella gestione del patrimonio previdenziale dei dipendenti: «Non si tratta di opinioni, antipatie personali o campagne orchestrate contro un’azienda – spiega Angelo Stroppini, segretario sindacale SEV – Si tratta di fatti e contestazioni che esigono risposte, chiarezza e assunzione di responsabilità. Quando lavoratori, sindacati e istituzioni chiedono il rispetto della legge e trasparenza nella gestione del servizio pubblico, non si può parlare di complotto – prosegue Stroppini - al contrario, si tratta dell’esercizio di una responsabilità verso chi garantisce quotidianamente il funzionamento della navigazione pubblica e verso la collettività che ne beneficia».

Particolarmente delicata è la vicenda legata alla previdenza professionale: qualsiasi tentativo di minimizzare gli accertamenti emersi o di attribuire le critiche a presunte ostilità personali rappresenta un modo per eludere i problemi reali. Si chiede invece che sia fatta piena luce sulle responsabilità e che le conclusioni delle autorità vengano affrontate con la massima serietà.

In un comunicato del 21 ottobre i sindacati difendono inoltre le maestranze coinvolte nella vertenza, respingendo ogni tentativo di dipingerle come attori di una campagna contro l’azienda: «Chi denuncia possibili violazioni dei propri diritti non è un nemico dell’impresa», afferma il segretario sindacale, ricordando che il rispetto delle norme e delle condizioni di lavoro costituisce un elemento essenziale del servizio pubblico.

Sul piano delle rivendicazioni concrete, SEV, Unia e OCST ribadiscono la richiesta di ritirare i cinque licenziamenti, considerati inaccettabili, e chiedono alla SNL di abbandonare l’attività sul Lago Maggiore, favorendo il trasferimento della gestione alle Ferrovie Autolinee Regionali Ticinesi (FART). Una soluzione che risponderebbe anche alle rivendicazioni del personale votate nell’assemblea dello scorso 29 settembre e garantirebbe una gestione maggiormente rispettosa delle regole e delle esigenze del territorio.

«SNL dovrebbe concentrarsi sul ripristino di un clima di fiducia anziché ricercare presunti responsabili esterni della crisi. Per recuperare credibilità e sostengono non bastano dichiarazioni pubbliche o denunce di accerchiamento: occorrono risposte puntuali alle contestazioni, il rispetto delle normative e una gestione trasparente delle proprie responsabilità», conclude Stroppini.

La credibilità di un’azienda di servizio pubblico si misura nella tutela dei lavoratori, nel rispetto della legge e nella qualità del servizio offerto all’utenza. Un obiettivo che oggi richiede un cambio di rotta deciso da parte della SNL. Dal canto loro, i sindacati confermano che continueranno a sostenere le maestranze, a chiedere piena trasparenza sulla gestione dell’azienda e a sollecitare l’accertamento di tutte le responsabilità emerse nel corso della vertenza.

Lo scorso 22 ottobre, SEV, Unia, OCST e una delegazione di lavoratori hanno incontrato il nuovo Direttore del Dipartimento del Territorio, Piero Marchesi, e il delegato alle relazioni esterne del Cantone, Francesco Quattrini. Il Consigliere di Stato ha ribadito la volontà del Cantone di perseguire la via FART per ciò che concerne il lago Maggiore. Il passaggio non sarà in ogni caso il prossimo 14 dicembre: troppi i nodi legali ancora da sciogliere. Determinante a questo punto sarà la Concessione che verrà emanata dall’Ufficio federale dei trasporti entro la fine del 2026.

Veronica Galster