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Comitato SEV

Trasporti ’45: La manutenzione viene prima dell’ampliamento

«Trasporti ’45» e la riforma del Ministero pubblico della Confederazione hanno animato la discussione durante la riunione del Comitato SEV, mentre la campagna per una migliore tutela della salute conferma quanto il tema stia a cuore alle affiliate e agli affiliati del SEV.

© SBB CFF FFS

Il presidente del Comitato SEV René Schnegg ha dato il benvenuto al coordinatore politico del SEV, Simon Burgunder, che ha informato sui temi attuali della politica federale. Il progetto del Consiglio federale «Trasporti ’45» posto recentemente in consultazione stabilisce quali progetti ferroviari e stradali dovranno essere realizzati in Svizzera entro il 2045. Poiché le risorse finanziarie e le capacità non sono sufficienti per tutti i progetti, la Confederazione ha fissato delle priorità.

Per l’ampliamento ferroviario sono previsti 24 miliardi di franchi, finanziati in parte attraverso il Fondo per l’infrastruttura ferroviaria e in parte tramite una quota dell’uno per mille dell’IVA. Nella propria risposta, il SEV ha proposto di sostenere questo finanziamento, ponendo tuttavia priorità chiare, come ha spiegato Simon Burgunder: «in linea di principio, la precedenza deve andare alla conservazione e al rinnovo dell’infrastruttura ferroviaria esistente». Altrettanto importante sarà colmare il ritardo nella conservazione dell’infrastruttura. In seguito potranno venire l’implementazione del concetto d’offerta ’35, la digitalizzazione dell’esercizio ferroviario e, solo alla fine, la realizzazione dei nuovi grandi progetti pre-visti. Hans-Ueli Keller della sottofederazione BAU ha ricordato come: «serve anche personale sufficiente per affrontare queste sfide». Punto che sarà ripreso nella risposta alla consultazione, il cui orientamento è stato approvato all’unanimità dal Comitato.

Il perseguimento penale deve restare di competenza federale

Ha fatto discutere anche la prevista riforma del Ministero pubblico della Confederazione, che prevede tra l’altro che i reati contro il personale dei trasporti pubblici non siano più perseguiti dal Ministero pubblico della Confederazione, bensì dai Cantoni. Il Consiglio federale intende così sgravare il Ministero pubblico della Confederazione.

«Questa riforma mette a rischio quanto ottenuto dal SEV nel suo impegno contro la violenza», ha spiegato Simon Burgunder. Il SEV ha pertanto chiesto che i reati contro il personale dei trasporti continuino a rimanere di competenza penale della Confederazione: «Per esperienza sappiamo che per le persone colpite è decisivo che gli episodi siano trattati in modo coerente, rapido e uniforme in tutta la Svizzera. Per loro, la cosa peggiore è sentirsi abbandonate a fronte di procedure complicate e snervanti e dell’impossibilità di chiamare gli autori dei reati a risponderne». Il SEV respinge quindi un trasferimento ai Cantoni, in quanto implicherebbe prassi diverse, un indebolimento della protezione e maggiori incertezze per il personale.

Il SEV si impegna anche in favore della riduzione di requisiti per le procedure di segnalazione, di un sostegno coerente da parte delle imprese di trasporto, di un’assistenza psicologica per le persone colpite e di una registrazione sistematica delle aggressioni. Il Comitato ha accolto anche questa risposta alla procedura di consultazione senza voti contrari.

Nel 2027 il SEV lancerà la campagna «In salute sul lavoro – sicuri in viaggio!». Il Comitato ha ribadito l’urgenza di intervenire nel campo della tutela della salute: «non siamo pessimisti, descriviamo semplicemente la realtà. Siamo tutte e tutti chiamati a esercitare maggiore pressione sulle imprese e sugli altri enti responsabili affinché si facciano progressi nella tutela della salute», ha affermato René Schnegg.

I membri del Comitato hanno aggiunto diversi altri argomenti che il SEV integrerà nella sua campagna sulla salute.

Michael Spahr

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