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Assemblea dei delegati USS

AD USS: Contro l’attacco ai salari

Katrin Leuenberger e Sheila Belometti ottengono il brevetto federale.

Se il Parlamento dovesse mettere in discussione i salari minimi ottenuti con grande impegno attraverso il processo democratico, i sindacati lancerebbero un referendum. È quanto hanno deciso all’unanimità i delegati e le delegate dell’Unione sindacale svizzera (USS) lo scorso giugno. Hanno inoltre chiarito che affronteranno le trattative salariali autunnali in modo offensivo. Due segretarie sindacali del SEV hanno ottenuto il brevetto federale. Il lavoro di Katrin Leuenberger è stato particolarmente apprezzato.

«Nel settore dell’aviazione, molti colleghi lavorano in condizioni estreme per un salario irrisorio. Non è accettabile che il Parlamento voglia ora vanificare il diritto al salario minimo», afferma Sandrine Nikolic-Fuss, presidente del sindacato del personale di cabina Kapers. Il piano dei datori di lavoro e dei partiti borghesi è tanto sfacciato quanto evidente: in futuro, i settori con contratti collettivi di lavoro (CCL) di forza obbligatoria, dovrebbero poter pagare salari minimi inferiori a quelli decisi dal popolo, qualora un CCL preveda un salario minimo più basso (vedi anche l'articolo sul salario minimo pubblicato sul giornale SEV del 19 giugno 2026). Oltre al personale di volo, questa misura colpirebbe in particolare camerieri e cameriere, parrucchieri e parrucchiere, panettieri e panettiere, macellai e macellaie, nonché molte altre persone che già oggi faticano ad arrivare a fine mese. «Con questo loro atteggiamento, i partiti borghesi minano anche la democrazia diretta, poiché con questo progetto vanificano la volontà popolare conquistata a fatica», ha dichiarato Pierre-Yves Maillard, presidente dell’USS. I delegati e le delegate dell’USS hanno deciso all’unanimità di lanciare un referendum qualora il Parlamento dovesse approvare, durante la sessione estiva, il progetto contro i salari minimi.

A prescindere da questo attacco politico ai salari, questi ultimi continuano a essere sotto pressione. In autunno l’inflazione si attesterà tra l’1 e l’1,5 per cento. Ciò significa che gli aumenti salariali dell’ultimo round contrattuale, pari a circa l’1 per cento, sono già stati erosi. Per molti lavoratori e lavoratrici non si registra alcun aumento del salario reale dal 2016, nonostante l’economia abbia registrato un andamento positivo. I delegati e le delegate dell’USS hanno quindi rivendicato, in vista della prossima tornata delle trattative salariali, aumenti salariali reali e invitano ad assumere una postura particolarmente offensiva. Nel suo breve intervento Il presidente del SEV Matthias Hartwich ha sottolineato chiaramente: «Non basta avanzare rivendicazioni per mantenere i risultati raggiunti. Dobbiamo essere più forti per ottenere progressi. Dobbiamo dire a tutti i colleghi e a tutte le colleghe che non sono ancora iscritti al sindacato: solo chi fa parte del sindacato rafforza la nostra causa, ed è per questo che è giunto il momento di iscriversi».

I delegati e le delegate dell’USS, attraverso ulteriori risoluzioni, hanno esortato il Parlamento a migliorare la situazione dei lavoratori e delle lavoratrici. Ribadiscono la richiesta di 8 settimane di ferie durante l’apprendistato. Inoltre, invitano il Parlamento ad attuare correttamente l’iniziativa sulle cure. Oltre alle misure proposte dal Consiglio federale (obbligo di negoziazione dei CCL, riduzione dell’orario di lavoro massimo, ecc.), sono necessarie direttive vincolanti per un organico adeguato alle esigenze e un finanziamento pubblico sostanziale.

Al termine dell’assemblea, sei segretarie sindacali hanno ricevuto il brevetto federale. Anche le due segretarie sindacali del SEV Katrin Leuenberger e Sheila Belometti sono state ricompensate. Katrin Leuenberger ha inoltre ricevuto il premio per la tesi di diploma più originale. Il lavoro si intitola «Diritti di accesso e di informazione dei sindacati in Svizzera: l’esempio del SEV». Nel suo elogio, la segretaria generale della VPOD/SSP Rebekka Wyler ha sottolineato quanto tali lavori siano utili per l’attività sindacale quotidiana.

Michael Spahrr/USS

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