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Ticino

FFS Cargo: Le rivendicazioni del personale alla Direzione

Dopo settimane di crescente preoccupazione per i nuovi annunci di tagli, il personale di FFS Cargo ha deciso di farsi sentire consegnando direttamente alla Direzione delle FFS una risoluzione votata all’unanimità.

Un gesto forte, sostenuto dal SEV tramite la presenza della Presidenza, che segna un ulteriore passo nella mobilitazione contro una politica aziendale giudicata miope e incapace di garantire prospettive al traffico merci su rotaia.

Il documento consegnato il 2 giugno a Berna è il frutto dell’assemblea del personale svoltasi il 25 maggio a Mendrisio, convocata dal SEV in seguito all’ennesimo annuncio di ridimensionamenti. Nel testo si denuncia una gestione che, invece di valorizzare il patrimonio umano e professionale interno, sta progressivamente indebolendo FFS Cargo, mettendo a rischio sia l’occupazione sia la qualità del servizio offerto alla clientela.

La risoluzione consegnata alla Direzione delle FFS mira a tutelare il personale e a preservare le competenze strategiche accumulate negli anni. Tra i punti principali figurano:

• Parità di trattamento per tutti i dipendenti coinvolti;

• Prestito temporaneo del personale momentaneamente in esubero presso altre divisioni o filiali (Viaggiatori, Infrastruttura, SBB Cargo International, TILO), mantenendo il posto di lavoro in Ticino e garantendo il rientro entro tre anni;

• Garanzie salariali e previdenziali equivalenti almeno a quelle attuali per chi accetta trasferimenti volontari;

• Compensazioni adeguate in caso di cambiamento del luogo di servizio;

• Sviluppo di nuove attività, come squadre di verifica per controlli sistematici – in particolare acustici – ai treni merci in entrata sulla rete svizzera da Chiasso e Luino, per rafforzare la sicurezza ferroviaria;

• Messa in atto di modelli specifici di lavoro a tempo parziale;

• Sostegno concreto per chi si mettesse a disposizione per un soggiorno temporaneo in altre regioni della Svizzera, con copertura delle spese supplementari per tutto il periodo e diritto al rientro al più tardi dopo 3 anni;

• Incentivi al pensionamento anticipato;

• Tempi adeguati di riflessione per valutare le proposte aziendali.

La consegna delle rivendicazioni avviene in un momento simbolicamente significativo. Proprio nei giorni scorsi, le FFS hanno celebrato i dieci anni dall’inaugurazione della Galleria di Base del San Gottardo, sottolineando i risultati di una grande opera che ha rivoluzionato la mobilità europea. Eppure, c’è un evidente paradosso: mentre si esibiscono i successi di Alptransit, si trascura la realtà del traffico merci, settore per il quale quella stessa infrastruttura era stata concepita. Una contraddizione che appare ancora più grave se si considera che il trasferimento delle merci dalla strada alla rotaia è il risultato di precise scelte popolari, espresse più volte dal popolo svizzero.

Oltre a disattendere la volontà popolare, le FFS stanno lasciando andare alla deriva la filiale FFS Cargo, abbandonando il proprio personale altamente qualificato e la clientela fedele al trasporto su rotaia. La riduzione dei servizi e l’aumento sconsiderato dei prezzi stanno infatti già causando una perdita progressiva di volumi di trasporto, innescando una spirale negativa che rischia di compromettere seriamente il futuro dell’azienda.

La consegna della risoluzione è stata inoltre un’occasione per il SEV per segnalare la necessità di una collaborazione tra FFS Cargo e SBB Cargo International, entrambe filiali del Gruppo FFS che si occupano di traffico merci. Considerata la situazione occupazionale che si è creata in Ticino, con un esubero di macchinisti da una parte e una mancanza dall’altra, e considerato che il livello delle competenze del personale delle due aziende è pressoché identico, non iniziare quanto prima una cooperazione sarebbe un non senso.

Veronica Galster

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